20/21 giugno 2009 - Motor. Naz. del Casentino - Poppi (Ar)
È arrivato il venerdì. Si parte per Poppi.
Solita Ferrata fino a Portogruaro. Via per la Triestina per Mestre. 15 km di Romea. Altri 15 di strada provinciale e arriviamo a Cavarzere.
Primo rendezvous con Giorgio.
Dopo i saluti e il caffè, ripartiamo.
Attraversiamo il Polesine passando per Adria e Codigoro. Facciamo le Valli di Comacchio.
Attraversiamo il Reno al traghetto di Sant’Alberto.
Continuiamo per Ravenna, dove prendiamo la E45.
Altri 40 km. Secondo rendezvous a Cesena con Valter e Umberto.
Dopo un gelato e il pieno alla moto, ripartiamo.
Continuiamo per la E45 fino a Bagno di Romagna.
Imbocchiamo la SS71 Tosco Romagnola e saliamo ai 1.173 mt del Passo dei Mandrioli.
La strada s’inerpica su pendici scoscese per il versante nord, districandosi senza strappi, con tornanti e brevi rettilinei su un paesaggio tormentato e affascinante.
Le pareti nude, composte da strati d’arenaria alternati a marna, formano alti gradoni, detti "scalacce".
Sul passo, il paesaggio cambia completamente. Inoltrandoci nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, i boschi sono più incombenti. Il verde cupo degli abeti che si alterna a quello più chiaro dei faggi ci annuncia la bellissima discesa nell’Alto Casentino.
Verso le 18.00 arriviamo a Poppi.
Poppi con il suo splendido castello sorge su un colle. È posto al centro del Casentino, in una bellissima valle, dove scorre l’Arno.
Il borgo medievale è una rara città murata alla cui sommità signoreggia il Castello dei Conti Guidi.
Alla sede dell’Associazione Motociclistica Alto Casentino ci accolgono Ewelina, Francesco e tutti gli amici del moto club.
Dopo i saluti andiamo a montare le tende.
Nel campeggio troviamo l’amico Corazza di Gorizia arrivato a Poppi per il Passo della Calla.
Mentre ci sistemiamo, ci telefona Angelo e Caterina. Sono arrivati e ci aspettano alla sede del moto club.
La sera gli amici dell’Alto Casentino ci hanno offerto un piatto di pasta, bruschette, dolci, vino a volontà, caffè e tanta simpatia.
Verso mezzanotte andiamo tutti in tenda, tranne i due furbastri di Valter e Giorgio che visto un bel materasso per il salto in alto si sono intrufolati in palestra.
Sabato mattina sveglia verso le 08.30. Cappuccino e brioche al bar, poi tutti su al castello.
Facciamo le iscrizioni. Gli amici del Casentino ci invitano sotto il gazebo, dove hanno preparato un rinfresco con tutto e di più.
Bruschette varie. Dolci fatti in casa uno più buono dell’altro. Bevande di tutti i tipi. Tutto questo offerto in continuazione dalle “girls” dell’A. M. Alto Casentino.
Alle 11.30 partiamo per il primo giro turistico.
Da Poppi per belle strade con panorami su Alto Casentino siamo andati a Ortignano passando per Buiano e San Piero.
Sosta enogastronomica. Anche questa volta sui tavoli c’era di tutto e di più.
Focacce imbottite con diversi tipi di salumi. Pizzette. Non mancavano i dolci, le patatine e stuzzichini vari. Il bere spaziava dai diversi vini alla birra e a bibite varie. Dimenticavo il vinsanto con i cantucci.
Da Ortignano rientriamo a Poppi per la strada di San Martino in Tremoleto.
Una bellissima strada che ci ha fatto assaporare dei panorami unici con, negli ultimi km, una bellissima vista su Poppi dall’alto.
Rientrati a Poppi, l’Alto Casentino ha organizzato il pranzo per lo “sproporzionato” costo di € 6,00.
Nel frattempo sono arrivati Enzo e Loredana che sono partiti da Alba verso le 07.30. Quelli che ... si fanno 400 km in moto sotto la pioggia per passare una serata in compagnia ... grazie ragazzi di essere arrivati.
Mentre decidiamo se andare o no a Camandoli, arrivano Livio e la Bruna.
Anche loro si sono fatti più di 300 km sotto la pioggia. Il brutto tempo gli ha fatto compagnia da Onigo (Tv) al Passo dei Mandrioli.
Mi sa che il gruppo di “Quelli che …” è formato sempre da più gente che per l’amicizia e la voglia di stare insieme è disposta a sostenere dei piccoli disaggi.
Salta il giro a Camandoli. Così ci prepariamo per il giro turistico in programma.
Partiamo da Poppi.
Facciamo la SR70 Via della Consuma. Passato il caratteristico paese di Borgo alla Collina, giriamo a sinistra verso Strada in Casentino.
Sosta al Pub “Saloon da Lele”.
Che dire se la mattina il rinfresco al giro era ok al Sallon da Lele era tre volte ok.
Pizza, tartine, dolci, tramezzini, bruschette, focacce, bibite, vini, birra ecc. ecc. Tutto più che abbondante.
Passata una mezzoretta, ripartiamo.
Percorriamo la strada per Montemignaio. Ci fermiamo poco dopo il paese a Castello Prato.
Nuova sosta a base di bruschette con prosciutto, con salame, con pomodori ecc. ecc.
Oramai siamo agli sgoccioli e più di un assaggio per gola non riusciamo a fare.
Dopo il rinfresco, facciamo un breve giro per il caratteristico borgo medioevale.
Ripartiamo in direzione del Passo della Consuma. Poco prima del passo giriamo a destra sulla SR70.
Continuiamo per chilometri su una strada che scende verso il Casentino. Un paesaggio dove tra le zone boscose e i campi coltivati a foraggio sintravedono, giù a fondovalle, Castel San Nicolò, Poppi e Bibbiena.
Lasciamo la SR70 per la Strada Provinciale della Scarpaccia. Passati nelle vicinanze del Castello di Romena, arriviamo a Stia.
Entriamo nel paese per una ripida strada medioevale.
Sosta a Piazza Tanucci. Neanche a dirlo un nuovo e abbondante rinfresco come i precedenti.
Sto pensando che i 12 € dell’iscrizione, gadget (piatto in ceramica) tutte le soste enogastronomiche (sabato e domenica) più la cena del sabato, Mirko “The President” e i suoi amici ci abbiano viziato un po’ troppo.
Ei, fermi tutti, scherzavo, non perdete il vizio mi raccomando. Rimanete sempre dei grandi.
Ripartiamo. Passato Pratovecchio, dopo pochi km arriviamo a Poppi.
Una cinquantina di km nell’Alto Casentino. Accompagnati dai ragazzi dell’organizzazione con tanta gentilezza e simpatia che ricorderemo a lungo.
Parcheggiare le moto, tutti a cena nei tendoni allestiti dal moto club nella caratteristica via medioevale di Poppi.
Tra un piatto e l’altro, un brindisi, una tirolla, un euiuaaaaa!!! abbiamo fatto quasi mezzanotte.
A dormire? Scherzate. Tutti al piazzale del castello dove tra musica balli e “esibizioni hard” di Francesca, pardon, Francesco e Giorgio, abbiamo concluso la serata.
Dopo il bicchiere della staffa in un bar prima del campeggio, tutti a dormire.
Domenica mattina il tempo si fa minaccioso. Smontiamo le tende. Facciamo colazione. Salutiamo gli amici, in particolar modo Mirko e i suoi collaboratori per la meravigliosa accoglienza riservataci e sperando di non prendere pioggia, partiamo.
Decidiamo di fare il Passo della Calla.
Puntiamo su Stia. Sosta obbligata per indossare la tuta della pioggia.
Giorgio: “Mi sa che la mettiamo su per niente. Sul passo c’è il sole”.
Fosse vero. Più saliamo verso il passo più piove.
La strada, penso per una grandinata, è tutta piena di foglie e rami caduti.
Arriviamo, guidando con cautela, ai 1.296 mt del passo che è immerso nella nebbia.
Il Passo della Calla (o Passo la Calla) è un valico situato a 1.296 mt/sm ed è il più alto passo stradale dell’Appennino Tosco Romagnolo. Collega, con la SS310 del Bidente, Arezzo e l’Alto Casentino con Forlì e la Romagna.
Dopo il passo cominciamo a scendere. La nebbia si dirada. Verso Santa Sofia la pioggia comincia a diminuire.
Proseguiamo fino a Civitella di Romagna.
Facciamo una sosta per il rifornimento e un caffè. Salutiamo Umberto, Valter, Enzo e Loredana poco dopo ci abbandoneranno per prendere la A14.
Da Forlì, io, Ornella, Giorgio, Livio e la Bruna, continuiamo per strade secondarie fino ad Alfonsine.
Proseguiamo lungo le Valli di Comacchio. Continuiamo per Codigoro. Ci fermiamo ad Ariano Polesine, dove ci facciamo un bel piatto di spaghetti alla scogliera.
Ripartiamo. Passata Adria arriviamo a Cavarzere.
Salutato Giorgio che punta su Montagnana. Noi continuiamo per Mestre.
Qui ci salutano Livio e Bruna che prendono in direzione Treviso.
Proseguiamo verso Portogruaro. Continuiamo sulla Ferrata per Udine. Verso le 18.00 arriviamo a casa.
In tre giorni, quasi 900 km con gli amici di “Quelli che …”, tanta simpatia e calorosa accoglienza da parte di Francesco, Ewelina, Mirko, Daniela e tutti gli amici dell’Alto Casentino, un fine settimana indimenticabile.
Ciao alla prossima.