Come anno scorso Fiorello ci ha dedicato un po di tempo è ha creato questo fantastico racconto del viaggio che ha fatto per venire a trovarci l'originale si trova qui www.motofriuli.it
Il fine settimana prevede bel tempo. Gli amici di Poppi ci stanno aspettando. L’Alto Casentino è un posto molto bello. Che si fa? Si parte.
Ferrata fino a Portogruaro. Statale 14 della Venezia Giulia fino a Mestre.
Dalle parti di Portegrandi mi sorpassa un ferrarino.
Mi viene in mente una sfida tra la FJR di Livio e una Ferrari sulla A21 tra Brescia e Cremona conclusosi con un cenno del capo di apprezzamento reciproco.
Perché non provare. Illusione vana. Il ferrarino con due sorpassi mi saluta con il suo inconfondibile rombo e se ne va.
Da Mestre, andiamo ad Adria.
Ci fermiamo a far colazione al Nuovo Bar sulla riva del Canal Bianco.
Ripartiamo per Codigoro e Comacchio.
Poco prima di Comacchio, abbandoniamo la strada principale e continuiamo su strade interne.
Attraversiamo le Valli di Comacchio per l’Argine Agosta.
Tra canali e lagune popolate da numerosi ucelli acquatici, arriviamo al traghetto sul fiume Reno a Sant’Alberto.
Continuiamo per la SP1 finché arriviamo sulla Romea.
Mentre sono fermo al semaforo in attesa del verde, vedo transitare decine di Tir e penso che da quando ho trovato quest’alternativa alla Romea, il tratto da Mestre a Ravenna è diventato più scorrevole, panoramico e rilasciante.
Al verde ci immettiamo sulla Romea. Facciamo l’ultimo tratto a passo d’uomo tra due colonne di Tir che ci impediscono qualsiasi tipo di sorpasso.
Finalmente, arrivati sulla circonvallazione di Ravenna, continuiamo, abbastanza celermente, fino all’intersecare dalla E45.
Facciamo una quarantina di km sulla superstrada e ci fermiamo subito dopo Cesena, all’area di servizio San Vittore.
Viaggiando per strade normali e senza fretta, in meno di quattro ore siamo arrivati all’appuntamento con Umberto e Valter. Unico inconveniente è che siamo con trequarti d’ora d'anticipo.
L’idea iniziale era di trovarsi a Forlì per fare il Passo della Calla.
Su internet ho visto che il passo è interdetto alle moto, causa una frana caduta alcuni mesi fa.
La cosa strana è che i veicoli fino a 35 q. possono transitare e le moto no.
Non penso che le moto causino più danni alla frana dei veicoli e tantomeno che fare poche decine di metri su una strada provvisoria sia tanto pericoloso.
Vai a capire certe disposizioni.
Finalmente arrivano Umberto e Valter. Mangiamo insieme un buon panino caldo e riprendiamo.
Continuiamo sulla E45 fino a Bagno di Romagna.
Proseguiamo sulla Statale 71 Umbro-Casentinese-Romagnola per il Passo dei Mandrioli.
Dopo aver salito i tornanti del passo con lo spettacolare tratto detto “delle Scalacce” (formazioni marnoso-arenacee disposte a gradoni che fanno da cornice al percorso), scendiamo a Poppi su una strada immersa tra imponenti aceri, faggi e frassini della Foresta Casentinese.
Arrivati, salutiamo Mirko, Francesco e i ragazzi dell’Alto Casentino che stanno ultimando gli ultimi preparativi per il motoraduno e andiamo al Camping Pineta, dove il moto club aveva fatto una convenzione di 8 € al giorno, tutto compreso.
Come entriamo in campeggio ci vengono incontro “Quelli che…” romani, Angelo e Caterina.
Loro, a differenza della “plebe” che era in tenda, hanno prenotato un comodo bungalow di legno.
Montate le tende, ci infiliamo il costume e tutti in piscina a fare un bel bagno rinfrescante.
Dopo una nuotatina, mentre siamo al bar ai bordi della piscina, mi telefona mia figlia Maila che è arrivata a Poppi e mi chiede info per raggiungerci.
Due minuti dopo è in campeggio. La aiutiamo a montare la tenda e poi scendiamo tutti al motoraduno.
Come arriviamo, gli amici dell’Alto Casentino spillano una fresca birra per tutti.
Mentre la degustiamo, arriva l'amico Oris. Gli chiediamo che strada ha fatto e come risposta, ci mostra il suo navigatore di “ultima generazione”.
Verso le 20.00, ci fanno accomodare sotto il tendone, dove ci viene servita la cena offerta dagli amici dell’Alto Casentino.
L’anno scorso la sera del venerdì eravamo a cena, oltre i soci dell’Alto Casentino, una decina di amici.
Quest’anno, visto come ci hanno trattato il numero è aumentato notevolmente.
Io dico sempre che non servono giudizi o votazioni sullo svolgimento di una manifestazione.
Il motociclista, se il motoraduno è ben organizzato ed è accolto con amicizia, ritorna anche l’anno successivo, portando con sé nuovi amici. Altrimenti la manifestazione decade da sola.
A fine cena, Mirko “The President” passa tra i tavoli con “l’acqua di Camandoli”. Mi versa un bicchiere quasi pieno. Aveva solo un piccolo particolare, 45% vol. cioè, grappa.
Cerco disperatamente qualcuno che mi aiuti, ma come il solito “gli amici nel momento del bisogno ti voltano le spalle”. Per non fare un torto a Mirco, ho dovuto farmi coraggio e finirla pian piano.
Dopo cena, “Quelli che…” Valentina, Graziano e Francesco, ci portano al bar per il bicchiere della staffa.
Rientrati al campeggio, tutti dicevano che faceva un po’ freschetto.
Io, grazie all’acqua di Camandoli e a tutto il resto, non ho avuto nessun problema, tranne che ad alzarmi la mattina dopo con il solito meraviglioso mal di testa.
Mentre facevo colazione, mi veniva la tentazione di immergere la testa nella piscina.
Comunque, dopo cappuccino, brioche alla crema e una bottiglia di acqua, questa volta minerale, mi sono rimesso in carreggiata.
Prima di scendere al raduno, decidiamo di andare a vedere il “Castagno Miraglia” un secolare castagno situato nelle vicinanze dell’Eremo di Camandoli.
Dal campeggio saliamo al Passo in località Montanino. Continuiamo per qualche km fino al bivio per la stazione forestale. Percorriamo poche centinaia di metri e parcheggiamo nel piazzale della caserma.
Ci incamminiamo lungo un sentiero immerso nel bosco. Dopo una decina di minuti ci troviamo davanti questa meraviglia della natura.
Il Castagno Miraglia, chiamato così alla fine dell’ottocento, in onore della Signora Elena Miraglia, moglie dell’allora Direttore Generale del Ministero dell’Agricoltura, è uno degli alberi più conosciuti d’Italia. Tra i più grandi per dimensioni della sua specie in Toscana (altezza 19 mt, circonferenza fusto 8,80 mt, area della chioma 150 metri quadrati) la cui particolarità e la grande apertura di circa due metri e mezzo alla base del tronco. La cavità è tanto larga da poter ospitare un tavolo, le sedie e sei persone comodamente sedute. L’età presunta è di 400 anni.
Finita la visita, riprendiamo le moto e percorrendo la strada a ritroso, andiamo al motoraduno.
Facciamo le iscrizioni. Non c’è il buono colazione, ma ci fanno accomodare sotto un gazebo, dove su un tavolo c’era da poter scegliere tra il dolce e il salato e sull’altro tavolo bevande di tutti i tipi.
Il tutto a buffè da poter prendere quanto e quante volte si voleva.
Verso le 10.30 partiamo per il primo giro turistico.
Da Poppi scendiamo a Bibbiena. Continuiamo per una strada tra le colline fino a Ortignano.
Qui, nello stesso luogo dell’anno scorso, il moto club in collaborazione con la Pro Loco ha preparato un rinfresco a dir poco speciale.
Sui tavoli c’erano pizzette, panini, bruschette, focaccine, dolci, cantucci, vin santo, vini bianchi e rossi, fermi e frizzanti, bibite di tutti i tipi, birra e senz’altro avrò dimenticato qualcosa.
Rifocillati a volontà, tanto che sui tavoli c’era rimasta roba, ripartiamo per rientrare a Poppi.
Percorriamo una bellissima strada in mezzo ai boschi. Dopo un po’ di km, sbucchiamo su un’altura con un panorama unico su Poppi e il suo imponente castello.
Ritornati al raduno, rinunciamo al pranzo e andiamo in campeggio con l’aspettativa di fare un bel bagno in piscina.
Mentre ci si gustava un fresco gelato nella veranda del bungalow di Angelo e Caterina, arrivano “Quelli che…” piemontesi, Enzo e Loredana.
Aiutato i piemontesi, dirigendo i lavori, a montare la tenda, ci prepariamo per andare in piscina.
Un minaccioso temporale si avvicina.
Umberto è speranzoso che passi vicino senza toccare il campeggio e non rinuncia a una nuotatina.
Noi non ci fidiamo. Così stiamo seduti al bar a guardare “Umba” che sguazzava in acqua tra i goccioloni del temporale.
Passata una mezzoretta, il temporale se ne va e lascia posto al sole.
Prendiamo le moto e ritorniamo al motoraduno.
Troviamo “Quelli che…” venesiani Fabio e Lucrezia che sono patiti da casa nella tarda mattinata.
Mentre li diamo il benvenuto, ci vengono incontro Roberto, Michele e Paolo con altri amici del mitico Jarno Saarinen di Petrignano.
Manca poco per il secondo giro turistico ma Giove Pluvio ci mette la coda. Un alto piccolo temporale ci obbliga a rinviare la partenza.
Finalmente si parte. Da Poppi andiamo a Soci. Continuiamo per la SS71 fino a Pian di Ponte, dove Giriamo a sinistra verso Camandoli.
Continuiamo per una bella strada immersa nel bosco fino al Ristorante Puccini.
Un ristoro con bruschette di tutti i tipi, focaccine con affettati, formaggi ecc. ecc.
Assaggiato un po’ di tutto, ripartiamo.
Passiamo davanti al Monastero di Camandoli . Scolliniamo a Montanino e riscendiamo a Poppi per Moggiona.
Proseguiamo per la SS70 fino a Pratovecchio.
Parcheggiamo le moto nel centro storico e, per chi ce la fa ancora, c’è un altro rinfresco.
Dovrei essere ripetitivo per descrivere cosa c’era ma voglio solo dirvi che solo al raduno dell’Alto Casentino, a ogni rinfresco rimane roba sui tavoli. La foto sotto della tavola, è stata scattata mentre si ripartiva.
Fortunatamente, non ha sbagliato, ho scritto fortunatamente, a causa della partenza ritardata è saltato il terzo rinfresco del giro che doveva esserci nel centro storico di Poppi.
Ritornati al raduno, siccome manca un’oretta alla cena, ne approfittiamo per portare mia figlia a visitare Poppi.
Rientrati, “Quelli che…” assieme agli amici dello Jarno Saarinen hanno formato una bella e allegra tavolata.
Partono con la cena. Antipasto, due primi, porchetta in crosta di pane, dolci, vino e acqua a volontà. Il tutto offerto dagli amici dell’Associazione Motociclistica Alto Casentino.
Tra mangiare, imbutamenti di vino, tirolla ballo e musica, abbiamo fatto le ore piccole.
La mattina dopo, smontate le tende e fatta colazione,
ritorniamo al motoraduno.
Come il giorno prima, il gazebo per la colazione era pieno di tutto e di più. Bastava farsi forza e servirsi.
Verso le undici, facciamo la chiusura dal commissario, inseriamo nell’apposita urna i pass con la valutazione del raduno (potete solo immaginare cosa ho votato) e cominciamo a prepararci per il rientro.
Mirko, Francesco, Valentina e tutti gli amici dell’Alto Casentino,
insistevano di fermarsi almeno fino dopo il rinfresco che lo definivano eccezionale. Posiamo solo immaginare visto i precedenti.
Ma, dopo tre giorni di mangiate continue, rinunciamo e dopo aver ringraziato, a fatica riusciamo a partire.
Da Poppi andiamo a Stia per la SS70 del Consuma. Continuiamo per la SS556 Stia-Londa. Fatto il Valico di Croce ai Mori, scendiamo a Contea nella Valle del Sieve.
Svoltiamo sulla SS67 Tosco-Romagnola. Passato Dicomano, ci lasciamo un po’ andare nelle belle curve che ci portano al mitico Passo del Muraglione.
Facciamo una sosta di una mezzoretta sul passo e ripartiamo.
Enzo e Loredana non erano ancora stanchi di fare curve. Così decidono di attraversare gli Appennini fino a Bologna.
Oltre al Valico di Croce ai Mori e il Passo del Muraglione, si sono fatti anche il Passo di Colla Casaglia, Passo Sambuca, Passo della Raticosa e due tre valichi minori. “Quelli che…” non si arrendono mai.
Noi dal Passo del Muraglione scendiamo la Valle del Montone fino a Forlì.
Salutato Valter e Umberto che proseguono per la Via Emilia, noi continuiamo per strade secondarie fino ad Alfonsine.
Proseguiamo verso Anita. Rifacciamo le Valli di Comacchio per l'Argine Agosta e dopo aver passato Codigoro, Adria e Cavarzere, arriviamo a Mestre.
A questo punto, anziché rientrare a Udine, si va al fresco nella nostra casa di montagna a Milies, un piccolo paese nelle Prealpi Venete a pochi km da Feltre.
Che dire degli amici dell’Alto Casentino? Hanno organizzato un raduno che difficilmente si può fare meglio di così. Senza dubbio alcuno nel 2011 non mancheremo all’appello.
Grazie a Mirko, “the President”. Grazie a “Quelli che…” poppesi, Francesco, Graziano e Valentina. Grazie all’Associazione Motociclistica Alto Casentino per l’accoglienza che ci ha riservato.
Un bellissimo giro di oltre 900 km con dei paesaggi che vanno dal Delta del Po alla Foresta Casentinese. Abbiamo fatto dei passi molto spettacolari come il Mandrioli e il Muraglione. Il tutto contornato dalla calorosa accoglienza dell’Associazione Motociclistica Alto Casentino e dalla compagnia unica di “Quelli che…”.
Gato Capìo